Mese per mese

Primo mese: gioie e dolori (eccoli, i dolori!)

primo mese: doloriNel post precedente ho voluto descrivere le gioie che ho potuto vivere nel primo mese di vita di Giacomo, che sono poi le cose più importanti e che davvero ti fanno dimenticare tutto il resto, ma è giusto parlare anche dei “dolori” che accompagnano questo periodo (sempre se di dolori si può parlare! :D).

Fortunatamente i dolori a cui mi riferisco riguardano la mamma (e un po’ anche il papà), non certo il bambino e, tra l’altro, si tratta di dolori più che sopportabili: è solo questione di abitudine!

Iniziamo con il dire che le ore della giornata non bastano più, servirebbe una giornata fatta di trentasei ore e non di ventiquattro… Ci si vuole fare una doccia? Dimenticatevi il bagno rilassante che vi facevate chiudendovi per un’ora nel vostro bagno, ora la doccia dura tre minuti contati intervallati da veloci uscite a controllare che il proprio bimbo non pianga o abbia perso il ciuccio. E poi perché preparare il pranzo fatto con le proprie manine, molto meglio mettere in forno un surgelato e servirlo in tavola mentre con l’altra mano fate fare il ruttino e poi (sempre con la stessa mano, che con l’altra state pure lavando i piatti) cambiare il pannolino e infine fare addormentare il pupo! :O

Se pensate che esagero, parliamo di come mi vesto da un mese e mezzo a questa parte: non che sia mai stata una fashion victim, ma almeno tentavo di abbinare pantalone e maglietta e trovavo il tempo per mettermi un filo di trucco (tanto per coprire le occhiaie dovute alle ore piccole davanti al pc o alla tv); ora è sufficiente un pantalone pulito e una maglietta con i bottoni davanti, il minimo dello stile ma il massimo del comfort per allattare (e il massimo della velocità, che il piccolo Giacomo è anche esigente) e al posto del trucco dei grandi occhiali da sole, per coprire occhiaie ancor più grandi, regalo delle alzatacce notturne ogni tre ore! 😦

C’è da dire, comunque, che un aspetto positivo dopo questo elenco di sciagure c’è: ho rivalutato il lavaggio a mano degli indumenti. La quantità di tutine, body, bavaglini che sto lavando ogni giorno (spesso anche più volte al giorno) non ha paragoni, le donne di una volta con otto-dieci figli che andavano in riva al fiume a fare il bucato lavavano sicuramente meno panni di me! Se non mi è ancora venuto il ginocchio della lavandaia è solo perché i pannetti li lavo in piedi. 🙂

Ma, nonostante tutto, anche se è stato un mese stancante, con una quantità indefinita di ore di sonno perse, ne vale senz’altro la pena. Potrei continuare a scriverne per ore, ma devo andare a cambiare il bambino, poi a lavare i panni, poi ad allattarlo, poi a cambiarlo di nuovo… 🙂

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