La mia esperienza

Nono mese…che fatica!

pancia nono meseQuando penso al nono mese di gravidanza mi viene in mente solo: che fatica!

E’ come se tra l’ottavo e il nono mese ci sia uno scalino immaginario che le future mamme devono salire, che le fa passare da una condizione sì non troppo comoda ma comunque sopportabile ad una estremamente faticosa e piena di insidie, durante la quale non si riesce a fare praticamente più nulla. Se ci pensiamo è passata solo una notte tra un giorno e l’altro, eppure è sufficiente per farti sentire uno straccio, super nervosa e pensare solo ad una cosa: spero di partorire il prima possibile!

Me l’avevano detto in tanti (compresa mia mamma) che mi sarei sentità così ma a me sembrava impossibile, in fin dei conti “cosa potrà mai succedere in così poco tempo” pensavo, eppure posso assicurare che si è avverato tutto quello che mi dicevano.

Da un giorno all’altro la pancia è diventata più pesante, i piedi e le mani si sono iniziati a gonfiare, le ore di sonno sono drasticamente diminuite, ci si sveglia continuamente di notte, ci si gira sul lato destro, e poi su quello sinistro e poi ancora su quello destro e così fino a mattina; per non parlare delle passeggiate in bagno che diventano infinite, non si possono contare le volte in cui mi alzavo di corsa pensando che non avrei fatto in tempo! :O Infine il bruciore di stomaco, che prima è presente solo sporadicamente, decide di diventare un compagno fedele, restando sempre con te anche se vai avanti solo a verdure lesse e bicchieri d’acqua.

Con il senno di poi ammetto che, forse, fisicamente ci si sente così anche all’ottavo mese, ma al nono subentra una componente psicologica che sovrasta quella fisica facendoti davvero sentire uno straccio.

In questo senso posso considerarmi anche fortunata, dato che ho partorito con due settimane di anticipo (senza nessun problema per il bambino, che non era certo uno scricciolo!) e quindi non ho vissuto in pieno questa condizione, ma alla fine il segreto è sempre lo stesso: rimanere il più tranquille possibile, prendendo le cose come vengono e cercando di riposare ogni volta che se ne ha l’opportunità. E se non ce la fate consolatevi: quando vedrete per la prima volta il vostro bimbo (o bimba) non ricorderete nemmeno tutta la fatica che avete fatto. E se la ricorderete, ne sarà valsa la pena.

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